16. novembre 2015

NOME IN CODICE: GENDERLESS

Sulle passerelle di tutto il mondo, per la primavera/estate 2016, la parola d’ordine è ‘GENDER’ e lo stile che ne deriva è il GENDERLESS”, ovvero un mix unisex rilanciato da Saint Laurent (Hedi Slimane), Gucci (Alessandro Michele) ed Hermès, che hanno voluto fortemente mescolare le carte facendo sfilare pantaloni con camicie in voile su modelli e modelle dal sesso indefinito.

 

Il messaggio è forte e chiaro: abbattere la diversità, addio agli elementi femminili che si contrappongono a quelli maschili e via libera a questa una nuova figura androgina, con caratteristiche appartenenti ad entrambi i sessi. Il genere quindi si sfila dal canone estetico e benvenuti nell’era “genderless”.

«La bellezza è una e prescinde dai generi. Qualcuno si è sentito quasi provocato, non era mia intenzione. Il mondo è così, è la lettura estetica di qualcosa che vedo per strada. L’idea che alcune donne vogliano sentirsi libere di indossare gli abiti del fidanzato non è una rivoluzione. Come trovo belli degli uomini con qualcosa del guardaroba femminile». Queste le parole di Alessandro Michele, che attraverso l’uso dell’androginia associa il “bello” al desiderio di artigianalità, di tenerezza, di godibilità immediata.

Altra icona di questa nuova tendenza è sicuramente l’eclettico John Galliano che per la collezione di Maison Martin Margiela ha fatto sfilare dei modelli molto femminei e modelle molto maschili: ha alternato abiti da uomo indossati da donne androgine a gonne e longuette indossate da uomini efebici tanto femminili nei tratti somatici quanto esili nei corpi.

Vero è che grazie a questa nuova tendenza, l’uomo e la donna potranno scegliere di indossare capi che abbiano uno stile neutro, non rigido o unisex, per outfit completi dalla testa ai piedi. Basti guardare alla collezione di scarpe del marchio francese Soloviere che ha costruito una linea completa di calzatura che possono essere indossate indistintamente sia da uomini che da donne e, addirittura, anche da bambini. Ce n’è per tutti e per tutti i gusti insomma.

Infine – per rimanere in casa Italia – Diesel ha bruciato tutti i suoi competitors sul tempo, uscendo sul mercato con una operazione di marketing strategico e lanciando una campagna pubblicitaria al grido di “This ad is gender neutral”: non esiste più un’identità sessuale, esiste il neutro, l’indifferente, l’indefinibile.

Foto | IG Diesel

 

 


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