14. marzo 2014

LA RUBRICA DI BELLEZZA DI BRIGITTA CAVEGN: PRENDERSI CURA DELLE LENTIGGINI

Care amiche, oggi cercherò di rispondere ad alcuni quesiti che molte di voi si pongono: le lentiggini sono da considerarsi una problematica? Quali le best practice per prendersene cura?

Da sempre sinonimo di ‘gioventù’, queste piccole macchioline sulla pelle ci portano infatti alla memoria la simpatia contagiosa di Pippi Calzelunghe, l’amica dei sogni di tutte le ragazzine…

Innanzitutto specifichiamo che, dal punto di vista medico, le lentiggini non sono una problematica. Ne avrete sicuramente viste di diverse, dal colore alla forma e infatti se ne distinguono di due tipi: la lentigo simplex (semplice) e la lentigo solaris (solare). Le prime sono lesioni cutanee a forma di lenticchie, di colore marrone, di diverse intensità o giallo-arancione e lisce al tatto. Si formano durante l’adolescenza soprattutto in zone foto esposte come viso e décolleté, ma non solo; ci vuole una predisposizione genetica, spesso un bambino assomiglia ad un genitore e le persone toccate sono generalmente di pelle chiara, con occhi chiari e capelli biondi o rossicci. Possono scurire sotto l’esposizione solare ma non spariscono in inverno e aumentano durante la vita…

Le lentiggini solari invece si formano attorno ai 40 anni, su zone chiaramente foto esposte come il viso, il décolleté, la mani e la parte superiore della schiena e indicano una notevole esposizione ai raggi UV.

Quelle piccole macchioline simpatiche di diverse forme poligonali che vedete soprattutto sul viso dei bambini piccoli di pelle chiarissima – si scuriscono in estate sotto l’influenza del sole e spariscono completamente in inverno – vengono erroneamente chiamate lentiggini ma non lo sono; il loro vero nome è efelidi.

Sia nel caso della lentigo simplex sia in quello delle efelidi sappiamo comunque che il portatore ha una pelle molto chiara e sensibile che è soggetta a scottature del sole e alle relative conseguenze come invecchiamento precoce della cute e formazione di cancri della pelle. È quindi importante e doveroso applicare protezioni solari minimo SPF 15, meglio ancora SPF30 (Sun Protection Factor) a spettro largo, per proteggere la pelle dai raggi UV.

Dal punto di vista estetico le lentiggini si possono trattare con leggeri peeling chimici di acido glicolico o acido tricloracetico o vanno trattate tramite laser CO2 o luce pulsata. Anche l’industria cosmetica propone una vasta offerta con creme schiarenti contenenti retinolo, idrochinona, acido azelaico, acido ascorbico (vitamina C), acido kojico e altro ancora e peeling meccanici, biochimici o combinati a comodo uso domestico. Ma ricordatevi che il gesto più importante per mantenere la pelle omogenea e luminosa è una adeguata e regolare protezione solare!

Articolo scritto da Dr Brigitta Cavegn, dermatologa B SAND


 La dottoressa svizzera Brigitta Cavegn si è specializzata in dermatologia e venereologia a Zurigo e in dermatopatologia alle università di Philadelphia e New York. Nel 1996, a Mendrisio, apre il suo studio di dermatologia, specializzandosi ulteriormente in medicina estetica.
Dall'esperienza e dalla passione di Brigitta nasce B SAND, The Swiss Power Peeling, una cura di base premiata a livello internazionale, in esclusiva in Italia presso Douglas Profumerie.
Il contenuto di questo blog è divulgativo e non può essere considerato un sostitutivo di una consultazione medica specialistica. Le indicazioni e i consigli dell'esperta  non implicano nessun tipo di responsabilità e non possono essere considerate delle prescrizioni mediche in senso stretto.

tutti gli articoli

tutti gli articoli sull'argomento BEAUTY

scrivi un commento

* campo obbligatorio

*