12. febbraio 2016

AD OGNI GRUPPO SANGUIGNO LA SUA DIETA: OGGI SI PARLA DI EMODIETA!

Secondo i dati diffusi dall’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), il 70% delle ragazze è a dieta. Abbiamo imparato a conoscere negli anni la dieta Dunkan e quella a zona, la dieta della luna e persino quella del biscotto! Senza avventurarci in analisi sociali di fenomeni quali il “dieting” e la “Sindrome da yo-yo”, vorrei però parlarvi di una teoria dell’alimentazione che ha suscitato la mia curiosità ed il mio interesse: si chiama EMODIETA, meglio nota come DIETA del GRUPPO SANGUIGNO.

A predicarla da oltre 40 anni è il Dott. Piero Mozzi basandosi sul noto archetipo “Noi siamo quello che mangiamo”, proposto dal filosofo Ludwig Feuerbach; in sostanza, se stiamo bene o male, se ingrassiamo anche senza mangiare dolci o se al contrario non prendiamo un grammo pur abbuffandoci di continuo, la ragione nel 90% dei casi andrebbe ricercata nella relazione che le nostre abitudini alimentari instaurano con il nostro corpo e, nel caso specifico dell’emodieta, col nostro gruppo sanguigno.

A seconda di questo, infatti, ci sarebbero degli alimenti nocivi e tossici che ci farebbero ingrassare o quel che è peggio, ammalare; se pensiamo infatti che l’alimento principale del nostro corpo, quello di cui si nutrono le nostre cellule è proprio il sangue, è logico pensare che se gli forniamo nutrienti che mal tollera il nostro sistema ne risentirà!

Più che una dieta, Piero Mozzi lo definisce un vero e proprio “percorso” verso una corretta alimentazione ed uno stile di vita “consapevole” che ci permetterà di individuare e modificare quelle abitudini che risultano dannose per il nostro organismo, ascoltando con attenzione i segnali del nostro corpo.

Ciò che più stupisce, però, è che l’emodieta non è predefinita e universale (come si potrebbe pensare), ma adattabile al singolo individuo, alla sua storia e al proprio DNA. È proprio per questa ragione che il Dott. Mozzi organizza incontri ed elargisce consigli utili, anche gratis, magari fermandolo per strada la domenica mattina intento a vendere i prodotti della cooperativa agricola di Mogliazze, nella Val Trebbia (a proposito, date un’ occhiata qui, non pensavo offrisse panorami e luoghi così suggestivi!). Dite che non c’è da meravigliarsi se i più scettici lo attaccano e i seguaci lo adorano?

Io mi limito a confermare il mio interesse e la mia curiosità (se sono riuscita ad incuriosire anche voi, qui trovate il suo sito). Lascio a voi le riflessioni e le sue stesse parole: ”Io non ho alcuna verità in tasca. A sancire una teoria sono i risultati”.


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